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DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE d’iniziativa del senatore COSSIGA

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 APRILE 2008
Senato della Repubblica

Riconoscimento del diritto di autodeterminazione al Land Südtyrol – Provincia Autonoma di Bolzano

Onorevoli Senatori. – La storia del Tirolo del Sud e della sua annessione all’Italia dopo la seconda Guerra mondiale e ` una storia piuttosto complessa. Il Tirolo del Sud, insieme al Tirolo dell’Est, al Tirolo del Nord e al Tirolo italiano, detto altrimenti Welsch Tyrol, o Tirolo guelfo o trentino, costituiva la Contea del Tirolo, cattolica e bilingue, da secoli e secoli, come il Trentino, legata ai Re di Boemia ed Arciduchi d’Austria (il Trentino non fu mai sottoposto alla sovranita` di alcuno Stato o principe italiano). La Contea del Tirolo godette sempre di uno status speciale: si pensi che le truppe tirolesi non potevano essere impiegate fuori del territorio tirolese senza l’autorizzazione della Dieta Tirolese. Il Tirolo aveva sue truppe speciali: i Kaiserjäger (i cui reparti trentini furono i primi a scontrarsi il 24 maggio 1915 con le Guardie di finanza italiane che occuparono Cortina d’Ampezzo). Un reparto dei Kaiserjäger catturo` poi Cesare Battisti. Le truppe territoriali degli Schützen, sono sopravissute alla sconfitta dell’Impero austriaco, e sono rimaste come unita ` militari-culturali, non solo nel Tirolo del Sud, ma perfino nel Trentino, nel quale esse hanno oggi un assistente religioso nella persona del vicario della Diocesi di Trento, nominato dal Vescovo Principe di quella citta`, assistente che ha pubblicato un bel libro sulle migliaia di trentini che militarono e caddero valorosamente al servizio dell’Imperatore nelle file dell’esercito austro-ungarico.

Mai, durante il Risorgimento, da Cavour a Cesare Balbo, da Mazzini a Cattaneo a Garibaldi, nessuno penso` che della futura Italia Unita dovesse fare parte il Tirolo, escluso il Trentino, che anche se di cultura italianissima acquisto` solo con Cesare Battisti e con il socialismo trentino una coscienza «irredentista». L’annessione del Tirolo del Sud da parte del Regno d’Italia non era prevista neanche nei protocolli riservati del Trattato di Londra, con il quale l’Italia passo` dalla parte dell’Intesa con la Francia ed il Regno Unito, abbandonando la storica Triplice Alleanza con l’Austria-Ungheria e con il Reich Germanico. Al tavolo della pace gli Stati Uniti e la Francia, favorevoli alla costituzione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, si opposero a che fosse annessa all’Italia la Dalmazia e la italianissima Citta` di Fiume. In cambio, il Governo italiano, su pressioni dei comandanti militari ossessionati dall’idea di «portare il confine alle Alpi», ottenne l’annessione del Tirolo del Sud, nel disegno francese dello smembramento dell’Austria/Ungheria che avrebbe poi portato alla nascita del III Reich sotto la guida del nazismo. Il Governo italiano e soprattutto il regime fascista pensarono subito alla degermanizzazione del Tirolo del Sud, contro gli ideali dell’idea mazziniana e neoguelfa cattolica che aveva ispirato il Risorgimento, prima con la colonizzazione italiana e poi, d’accordo con Adolf Hitler e con il regime nazista, con l’espulsione dei cittadini di nazionalita` germanica.

L’Italia vinta, dopo aver perduto l’Istria, Fiume e Zara e quasi Trieste e Gorizia, non poteva allora rinunciare al Tirolo del Sud, ribattezzato da un modesto e falsificatore geografo fascista: Alto Adige! Si addivenne allora al compromesso tra Italia ed Austria, siglato a Parigi dall’italiano Alcide De Gasperi e dall’austriaco Gruber, che avevano entrambi studiato all’universita ` di Vienna ed entrambi parlavano il tedesco, compromesso mai realmente e pienamente attuato fino ai governi Moro ed Andreotti. La rettifica dei confini e` stata sempre considerata cosa pericolosa per gli equilibri internazionali: ma l’Italia e l’Austria, cosı` come anche la Repubblica federale tedesca che con l’Austria costituiranno sempre di piu ` la «Grande Nazione Germanica» di Heine, di Schiller, di Grillparzer e di Goethe, fanno parte ormai dell’Unione europea e dell’Eurozona. Nessun pericolo agli equilibri europei vi sarebbe quindi se in un libero plebiscito il Tirolo del Sud decidesse di rientrare a far parte, attraverso l’annessione alla Repubblica austriaca o alla Repubblica federale di Germania, della Grande Nazione Germanica, gloriosa erede del Sacro Romano Impero, senza la nascita del quale non sarebbe pensabile l’Europa e che deve costituire il cuore dell’Unione europea insieme alla Francia.

Il diritto di autodeterminazione dei popoli consacrato nelle dichiarazioni delle Nazioni Unite ed in quelle del Consiglio d’Europa, e che e ` stato di fondamento alla costituzione sulle ceneri della Jugoslavia degli Stati indi-
pendenti di Slovenia, di Croazia, di Bosnia Erzegovina, della Macedonia, del Montenegro e del Kossovo, non puo` essere negato al popolo del Tirolo del Sud. Se esso, in una visione non «nazionale» del proprio avvenire, scegliera` di continuare a far parte della Repubblica italiana, la questione sudtirolese o altoatesina sara` definitivamente chiusa, senza possibilita` di altre rivendicazioni economiche o istituzionali.

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

Art. 1.

1. Al popolo del Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano e ` riconosciuto il diritto di autodeterminazione.

Art. 2.

1. Le norme per lo svolgimento del referendum per l’autodeterminazione sono approvate con legge del Landtag Südtyrol-Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano non sottoposta a nessun controllo da parte dello Stato, neanche in sede di Corte costitu zionale.

Art. 3.

1. Al referendum per l’autodeterminazione hanno il diritto di partecipare i cittadini elettori del Landtag Südtyrol-Consiglio della provincia autonoma di Bolzano, i cittadini di lingua tedesca e ladina nati nel Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano o figli di cittadini elettori del Landtag Südtyrol-Consiglio della Provincia Autonoma di Bol-
zano, ancorche` non elettori per esso.

Art. 4.

1. I quesiti posti nelle votazioni del referendum per l’autodeterminazione sono:

a) «Volete che il Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano continui a far parte della Repubblica Italiana?»

b) «Volete che il Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano si costituisca in Stato indipendente, libero e sovrano?»

c) «Volete che il Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano chieda l’annessione da parte della Repubblica d’Austria?»

d) «Volete che il Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano chieda l’annessione da parte della Repubblica federale di Germania?»

2. E ` approvato il quesito che ottenga la maggioranza dei voti validamente espressi. Qualora nessuno dei quesiti ottenga la maggioranza sopra indicata, si procede dopo quindici giorni ad una nuova votazione tra i due quesiti che abbiano ottenuto il maggiore numero di voti. E ` approvato il quesito che ottenga in detta votazione la maggio-
ranza dei voti validamente espressi.

Art. 5.

1. Qualora il popolo del Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano deliberi di continuare a far parte della Repubblica italiana, nulla sara` innovato nel suo status e nei suoi rapporti con lo Stato e con la Provincia Autonoma di Trento.
2. Qualora il popolo del Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano deliberi di costituirsi in Stato indipendente, libero e sovrano o di chiedere l’annessione da parte della Repubblica d’Austria o da parte della Repubblica federale di Germania, tutti i poteri legislativi ed amministrativi attribuiti oltre che al Land Südtyrol-Provincia Autonoma

di Bolzano anche alla Regione Trentino-Alto Adige e allo Stato, saranno esercitati, prima che altrimenti sia disposto dal Landrat-Consiglio Provinciale, rispettivamente dallo stesso Landrat-Consiglio provinciale e dal Landesregierung-Giunta Provinciale.

3. Qualora il popolo del Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano deliberi di costituirsi in Stato indipendente, libero e sovrano o di chiedere l’annessione da parte della Repubblica d’Austria o da parte della Repubblica federale di Germania, fino a che il Landrat-Consiglio Provinciale non disponga diversamente con sua legge, le funzioni giurisdizionali continueranno ad essere esercitate dai giudici e pubblici ministeri costituiti dalle leggi italiane, essendo devolute le competenze della Corte di Cassazione dello Stato italiano alla Corte d’appello di Trento e quelle del Consiglio superiore della magistratura dello Stato italiano ad apposita commissione istituita nel suo ambito con
propria legge dal Landrat-Consiglio Provinciale.

4. Qualora il popolo del Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano deliberi di costituirsi in Stato indipendente, libero e sovrano o di chiedere l’annessione da parte della Repubblica d’Austria o da parte della Repubblica federale di Germania, le unita` delle Forze armate della Repubblica italiana e del Corpo della Guardia di finanza lasceranno entro quarantotto ore il territorio del Land Südtyrol-Provincia Autonoma di Bolzano. Le unita`, i comandi e gli uffici del-
l’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato continueranno a svolgere i loro compiti e ad esercitare le loro funzioni di polizia amministrativa, di polizia di sicurezza e di polizia giudiziaria, alle dipendenze funzionali del Landesregierung-Giunta Provinciale e dell’autorita ` giudiziaria competente.

Talian patrimonio del Rio Grande do Sul

El Talian, na variante brasiliana dela lengoa veneta l’è drio otegner on riconosimento iportante.
On projeto de leje el permetarà de farlo deventar patrimonio de el stato de Rio Grande do Sul in Brasile.
El Rio Grande do Sul l’è famoso par esar la tera dei emigrai veneti (come anca Santa Catarina) e do che gh’è intiere cità fondà da i veneti scapà dopo l’unità dela italia e le guere mondiai.
In sti stati del brasile ghe tanta jente tacà ala so madre patria, el veneto, che mantien vive le tradizion, la lengoa e la cultura veneta.
Ogni domenega, a ora de disnàr (ora nostra), i fa na trasmision in talian so na radio online brasiliana.

Par ci vol scoltar ve meto el link a Odisséia 104.9

Riconoscimento Talian in Rio Grande do Sul

Riconoscimento Talian in Rio Grande do Sul

Ferie meritate

So zà partio par le ferie coando calchedun lezarà sto post.
Ma tegnarò informà i me miliardi de fans co twitter :-)
Su la colona de destra del blog, verso in fondo, gh’è i agiornamenti sms in tempo reale da twitter (da tuto el mondo se pol far).
Cuindi o li o diretamente su twitter : http://twitter.com/venethia

Auguri par stasera al novo consilio comunale e ala nova giunta de Legnago. Bye

Assessori nominati.

GRAZIANO  LORENZETTI (Ecologia)

NICOLA NEGRI (Attività Economiche)

MAURIZIO DE LORENZI (Sport, Politiche Giovanili, Turismo)

ERIKA FERRARESI (Sociale e Famiglia)

PAOLO LONGHI (Lavori Pubblici e Urbanistica)

LORIS BISIGHIN (Personale, Protezione Civile)

ESTER BONFANTE (delegata a Cultura, Scuola)

ANNA TORELLI (Bilancio, Patrimonio, Economato)

MAURIZIO RAGANA’ (Presidente del Consiglio)

Consiglieri eletti in attesa delle surroghe.

Lega Nord :

LUCIO MARTINELLI

MICHELE MENINI

FABIO DONELLA

ANDREA GRAZIO

MARCO SALANDIN

MAURIZIO DE LORENZI

NICOLA NEGRI

PDL :

PAOLO LONGHI

LORIS BISIGHIN

MAURIZIO RAGANA’

PAOLO CASTAGNA

RICCARDO BARIANI

La Rosa :

DAMIANO AMBROSINI

CLAUDIO MARCONI

SILVIO GANDINI

CLARA SCAPIN

Liberinsieme :

DONATELLA RAMORINO BADOCCHI

Legnago al Centro :

FABRIZIO SEGALA

DIEGO PORFIDO

Nuova Città :

MATTEO LIMONI

Battaglia di Custoza : 24 giugno 2009

LA VERA STORIA DELLA BATTAGLIA CUSTOZA 1866: «Avanti Savoia!» contro il Veneto

Centoquarant’anni fa in Veneto, il 24 giugno 1866, e precisamente nella località di Custoza, ci fu lo scontro che diede il via all’ennesima guerra di aggressione da parte della monarchia sabauda, guerra che i cosiddetti intellettuali risorgimentali savoiardi hanno fatto passare alla storia come “Terza guerra d’indipendenza”.
Quella della Battaglia di Custoza – episodio che va inquadrato all’interno della guerra austro-prussiana del 1866 in cui si inserì l’Italia per occupare il Veneto – può tranquillamente essere definita come l’inizio della via italiana alla sconfitta: una sottile linea rossa che collega tutte le esperienze belliche dello Stato italiano, partendo dalla guerra del 1866 con le battaglie di Custoza e Lissa; attraverso i nefasti giorni del 1917 con la disfatta di Caporetto, per arrivare all’8 settembre 1943 (data in cui fu reso pubblico l’armistizio con gli alleati).
Questi episodi ci fanno comprendere la pochezza dell’Italia: uno Stato che si è fondato su un continuo susseguirsi di sconfitte, sconfitte che poi si sono riflesse nel modo di agire politico di tutti i governi italiani sia che essi siano stati monarchici, fascisti, repubblichini o repubblicani.
Il soldati che perirono sul campo d’onore di Custoza dimostrarono che l’indomabile orgoglio Veneto non era terminato nel 1797 con la discutibile presa di posizione “pacifista” e neutralista del Maggior Consiglio (organo legiferante della Veneta Serenissima Repubblica).

La Repubblica di San Marco era viva, se non nelle sue istituzioni lo era nei cuori dei Veneti, e nel 1866 come nel 1848 con la Repubblica Veneta di Manin il Popolo Veneto lo dimostrò nei campi di battaglia a dispetto di ogni “plebiscito”.
La determinazione e lo spirito di sacrifico dei Veneti superò e batté la confusione endemica che guidava lo Stato Maggiore italiano: durante le operazioni di guerra regnava sovrana l’invidia tra generali e la diffidenza tra le varie componenti dell’esercito italiano. Solo l’avverso destino falsificò le vittorie che i ragazzi veneti si erano conquistati in battaglia; ciò avvenne nonostante il sangue profuso per evitare l’occupazione italiana, con le prevedibili nefaste conseguenze che da essa sarebbero derivate. La guerra vide la vittoria della Prussia e la sconfitta dell’Austria e di conseguenza dei Veneti, in questa triangolazione si inserì come il peggiore degli avvoltoi l’Italia.

Molti potranno obbiettare che sui libri di scuola c’è scritto altro, che le truppe italiane furono accolte tra il tripudio della gente veneta; la realtà è un’altra e basta scovarla leggendo i dispacci dell’esercito in cui non è presente tra i soldati Veneti nessun ammutinamento e nessuna diserzione in favore dei Savoia. I fatti parlano chiaro: e non ci si stancherà mai di dire che la cosiddetta “Terza Guerra d’Indipendenza” fu solo una guerra di aggressione persa dall’Italia e che le favorevoli congiunture internazionali (vittoria della Prussia) permisero un’ingiusta occupazione del suolo Veneto, da parte delle truppe italiane, ratificata da un plebiscito svolto al di fuori della legalità internazionale.

Non si capisce da dove provenga quell’ardire di una certa cultura italianista che continua a sostenere che tutta i Popoli della Penisola accolsero con giubilo l’arrivo delle truppe di occupazione dell’Italia: basta! Quello che la cultura italiana continua a propugnarci è una mistificazione della realtà, un negazionismo paragonabile a quello sostenuto da coloro che negano la Shoa.
Lo stesso procedere degli Stati Maggiori dell’esercito italiano evidenzia che quella del 1866 non era una liberazione ma una guerra espansionistica dello Stato Italiano, l’intelligence italiana di allora tentò di scatenare una rivolta pro Savoia tra le genti Venete, ma tutto ciò fu vano. L’unica cosa che portarono i cosiddetti “liberatori” italiani fu un susseguirsi di tragedie che hanno diviso la nostra gente e causato milioni di morti, emigrazione e diaspora, guerre d’aggressione, campi di concentramento, etnocidi culturali e materiali.
Se questa è la libertà risorgimentale portata dagli italiani, il Popolo Veneto ne prende le distanze, e farà quanto il diritto internazionale fin dal 1866 gli ha concesso per ottenere il proprio libero arbitrio e l’autodeterminazione.

«VIVA SAN MARCO!»

Custoza è solo uno dei tasselli che costellano la millenaria storia Veneta: essa è contraddistinta da un’indomabile fierezza fedele alla tradizione marciana. La cultura veneta, nonostante un continuo etnocidio, non è stata intaccata dal crescente relativismo culturale portato avanti dal giacobismo e dalle sue deviazioni risorgimentali.
Il Veneto è fondato indiscutibilmente sulle tradizioni giudaico cristiane della nostra cultura e il grido “Viva San Marco” durante le vittorie del 1866 né è la dimostrazione più chiara.

* Da una nota dell’ Ufficio Storico del Veneto Serenissimo Governo

Groenlandia indipendente

Groenlandia: festa per indipendenza

Con una grande festa la Groenlandia celebra oggi il primo giorno della propria indipendenza dalla Danimarca. Per una reale indipendenza occorreranno tempi tecnici lunghi ma a partire da oggi i groenlandesi sono riconosciuti come popolazione di uno Stato indipendente, con propria lingua e diritto alla gestione delle risorse del sottosuolo, ricche di petrolio, gas, oro e uranio. Alla festa presenti anche i reali di Danimarca, in costume tradizionale inuit.

Fonte : Ansa – 21 giugno 2009

A parte coalche raro caso, che anca nela nostra basa veronese el g’ha demostrà de tegnerghe ala identità veneta e ale tradizion (vedi sindaco e assessori de Cerea co l’organizazion del capodano veneto e calche amico de Legnago), Alleanza Nazionale (che no la esiste pì) la se dimostra par l’enesima olta uno dei pesè grandi nemici dei veneti.
Coela che gh’è sta fata a porta nova, nel bel mezo de la funzion par ricordar le Pasque Veronesi (insurezion de Verona contro i ocupanti Francesi de Napoleone), l’è na vera e propia agresion e ofesa a milioni de veneti che gh’è morti o emigrà par la libertà e par la vita.
L’è tradizion che l’unica bandiera che g’ha da sventolar in che’l momento l’è el nostro gonfalon decorà co le medaje e mandà diretamente dal Comune de Verona.
No pol sventolar nel steso momento altre bandiere che le sia simbolo de represion nei confronti dei veneti.
E adeso sti personagi i vol adiritura denunciar el comitato par le Pasque Veronesi par vilipendio…SCANDALOSO
Ricordemose ben i nomi de sti traditori: Ciro Maschio, Elena Traverso, Antonio Lella, Lucia Cametti (mamma mia!!!!), Vittorio Di Dio e Marco Padovani.
Ma la vita l’è na rua che gira… e la sta girando in presia…

Aggressione Alleanza Nazionale Pasque Veronesi

Aggressione Alleanza Nazionale Pasque Veronesi

Quesito 1 : Premio di maggioranza alla lista più votata alla camera

Quesito 2 : Premio di maggioranza alla lista più votata al senato

Quesito 3 : Abolizione candidature multiple

Sto referendum el punta a far si che ghe sia solo 2 grandi partiti.
El primo e el secondo quesito, se i pasa, i permetarà ala lista (partito) che g’ha un voto in pì de tuti chei altri de averghe la magioranza asoluta dei segi in parlamento.
Che tradoto in parole semplici vol dir che, co la situazion politica atuale, da chi a l’eternità, el Popolo della Libertà de Berlusconi el se cataria a governar da solo, senza aleati.
E i partiti pesè picoli e teritoriali che vol sopravivere i saria costreti a nar drento a uno de sti do mega partiti.

Nel sito dei referendari Segni e Guzzetta i scrive :

Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo.

Bale gigantesche parchè na olta vinte le elezion in t’el partito de magioranza (ma anca de oposizion) se farà dele corenti a causa dela diversità dele componenti che g’ha dovesto metarse insieme prima dele elezion.
Se contemo che zà adeso i partiti pi grosi, PDL e PD, i g’ha na infinità de corenti al so interno, figuremose sa podaria sucedar in sto caso.

El terzo quesito el saria quelo pi acetabile ma anca solo nar votar par sto chi o votar scheda bianca o nulla vol dir partecipar al quorum.
No tuti i sa che el referendum, par esar valido, el g’ha da rivar a on quorum del 50%+1 de votanti su el totale de coei che i g’ha dirito.

Propio par sti motivi chi l’è asolutamente importante far na roba : stare a casa.
Par chi inveze va a votar par i balotagi chi soto ve meto in alegato come fare par no esar costreti a votar anca par el referendum.

Vademecum referendum

Per la L.r.n.11 del 7/4/2009 recante: ”Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico del Piemonte” della Regione Piemonte questa ”attribuisce al dialetto piemontese il ”valore di lingua piemontese” al fine di parificarla alle lingue minoritarie ”occitana, franco-provenzale, francese e walser”, e conferisce ad essa il medesimo tipo di tutela. Cio’ eccede dalla competenza regionale e viola l’art. 6 Cost.(secondo il quale ”la Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”) nell’attuazione e nell’interpretazione ad esso data rispettivamente dalla l.n.482/99, che non ricomprende il piemontese tra le lingue ritenute meritevoli di tutela, e dalla giurisprudenza costituzionale che pone in capo al legislatore statale la titolarita’ del potere d’individuazione delle lingue minoritarie protette, nonche’ degli istituti che caratterizzano questa tutela”.

Fonte : Asca

E adeso coale futuro par la lengoa veneta? Faràla la stesa fine? 
In base a cosa, dela gente che non sa gnan cosa la stà bociando, i pol dir che no l’è meritevole de tutela?
La costituzion i la nomina solo coando che la ghe fa comodo, l’importante l’è far morire definitivamente le culture e lingue locali e anientar tuti i popoli de la penisola che proa a alzar la testa…
Spetemo el turno del veneto, sempre pronti a la mobilitazion…

N’altra bona notizia : Emanuele Filiberto de Savoia, candidato co l’UDC ale europee, no l’è mia sta eleto.
Ogni tanto esiste na giustizia al mondo.
Un personagio ambiguo, de na fameja che g’ha fato pasar guere e fame a mejari de veneti, costreti a emigrare par vivar.
Un pezente in manco in politica, el principe dei pezenti.

fuochi d'artificio

fuochi d'artificio

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